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Fontainebleau
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 Fontainebleau
Francia - Francia centro-settentrionale


Castello di Fontainebleau

A giustificare il titolo di "Casa secolare, vera dimora di Re" che le aveva attribuito Napoleone 1°, il Castello di Fontainebleau offre il ricordo di più di 700 anni di presenza di Sovrani dall'intronizzazione di Luigi VII nel 1137 alla caduta del Secondo Impero nel 1870. Ci vennero Filippo Augusto e San Luigi; Filippo il Bello ci nacque nel 1262 e ci morì nel 1314. Nel 15° secolo il Castello viene abbandonato durante l'invasione inglese e la fuga dei Re di Francia sulle rive della Loira. Il primo sovrano a rinnovare la tradizione dei suoi lontani predecessori fu Francesco 1°; di ritorno dalla sua prigionia a Madrid si installò definitivamente vicino a Parigi e preferì Fontainebleau a tutte le altre residenze. Il piacere della caccia è il motivo che adduce per la ricostruzione del castello medievale ormai in rovina. Tutto viene abbattuto (ad eccezione del vecchio torrione) e riedificato ! a partir! e dal 1528; poi per decorare gli interni il Re chiama degli artisti italiani Giovan Battista di Iacopo detto il Rosso Fiorentino e Francesco Primaticcio, pittore Bolognese: essi inventeranno decori di stucchi e affreschi e assieme alle loro équipes faranno a gara per soddisfare il Re. Purtroppo oggi ne resta ben poco: la Galleria Francesco 1°, la vecchia stanza da letto della Duchessa d'Etampes. Francesco 1° è anche un collezionista: ammassa a Fontainebleau pietre preziose, gioielli sontuosi, armi, sculture e pitture, soprattutto le opere dei grandi maestri del Rinascimento italiano, come "La Gioconda" e "La Vergine delle Rocce" di Leonardo da Vinci, "La Sacra Famiglia", "San Michele" e "La bella giardiniera" di Raffaello, "La Carità" di Andrea del Sarto per citare solo i più illustri. Nel 1539 il Re accoglie al Castello il suo grande rivale Carlo Quinto di Spagna. Enrico II, figlio di Francesco 1° e anch'egli mecenate affida la direzione dei la! vori a! l suo architetto Philibert Delorme: la decorazione della Sala da Ballo è la grande opera realizzata durante il suo regno a Fontainebleau. La sua vedova Caterina e i suoi figli Francesco II, Carlo IX e Enrico III soggiornano più raramente a Fontainebleau a causa delle Guerre di Religione, ma non abbandonano completamente la bella dimora.


Dal 17° al 19° secolo
Un'epoca fastosa per il castello si apre con l'ascesa al trono di Enrico IV; il nuovo Re, come già Francesco 1° si affeziona a Fontainebleau e vi risiede frequentemente. Numerosi bambini reali vi nascono, fra cui il Delfino futuro Luigi XIII nel 1601. Il suo battesimo si svolge nel 1606 nel Cortile Ovale, in pompa magna. Enrico IV intraprende grandi lavori: nuove costruzioni, decorazioni interne affidate ai pittori Dubreuil, Dubois e Fréminet e risistemazione completa dei giardini. Alla sua morte nel 1610, lascia alcuni cantieri aperti che suo figlio Luigi XIII farà terminare ma senza lasciare una sua impronta particolare agli edifici. Neppure il regno di Luigi XIV fu un'epoca di grandi modifiche architettoniche: il Re si interessava più a Versailles, al Trianon e a Marly che a Fontainebleau; nonostante tutto ci viene quasi tutti gli anni e qualche episodio del suo regno si svolge proprio a Fontainebleau, c! ome la nascita del Grande Delfino nel 1661, il matr! imonio di due delle sue nipoti nel 1679 e 1698, la revoca dell'editto di Nantes nel 1685, la morte del Grand Condé nel 1686. Luigi XV e Luigi XVI, restano fedeli ai soggiorni autunnali e segnano con il loro passaggio l'antica casa, sempre testimone degli avvenimenti felici o tristi della monarchia. Luigi XV si sposa nella Cappella della Trinità il 5 settembre 1725 e 40 anni dopo, suo figlio il Delfino Luigi, muore in un appartamento della Corte dei Principi. Luigi XV si interessa soprattutto agli abbellimenti interni e modifica spesso la disposizione dei suoi Piccoli Appartamenti, dove ama vivere e intrattenere i suoi amici e le sue favorite. La Rivoluzione risparmia il palazzo, nonostante la vendita sistematica del mobilio e vi installa la Scuola Centrale di Senna e Marna; il Consolato a sua volta da ai locali una destinazione simile quando crea la Scuola Speciale Militare. L’ascesa di Napoleone Bonaparte a Imperatore restituisce a Fontainebleau la sua vocazio! ne di dimora di sovrani; il nuovo imperatore riammobilia gli appartamenti, accoglie nel 1804 il Papa Pio VII venuto per incoronarlo e vi fa rari soggiorni fra una battaglia e l'altra. Dal 1812 al 1814 vi trattiene nuovamente il Papa, questa volta come prigioniero, e passa qui i suoi ultimi giorni prima ! dell'abdicazione del 6 aprile 1814 e del suo esilio all'Elba. L'aspetto attuale dle castello deve ancora molto a questo ospite illustre. Anche durante tutto il 19° secolo i Re verranno a Fontainebleau: Luigi XVIII, Carlo X, Luigi Filippo e Napoleone III. Luigi Filippo si interessò molto al restauro del Castello e questo, nuovo fiammante, servi da cornice per il matrimonio di suo figlio maggiore il Duca di Orléans nel 1837.


Dopoguerra
I tedeschi lo utilizzarono come quartier generale durante la seconda guerra mondiale; nel dopoguerra fu sede della NATO fino al 1965. Trasformato in museo dal 1969, attualmente il castello è aperto al pubblico.


Fonte: Franca Fanti - Reves et voyages (Viaggi organizzati in Francia)
http://www.reves-et-voyages.eu



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