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 Bretagna
Francia - Francia nord-ovest


Bretagna, il paese del mare e dei boschi

La Bretagne, in francese, è la Regione storica e amministrativa della Francia. Corrisponde alla penisola che costituisce l'estremità nordoccidentale del paese, compresa tra il canale della Manica a nord e l'oceano Atlantico a sud e a ovest. Dal punto di vista amministrativo è suddivisa nei dipartimenti di Finistère, Côtes-d'Armor, Morbihan e Ille-et-Vilaine. Ha una superficie di 27.209 km² e una popolazione di 2.906.197 abitanti (1999). Il capoluogo è Rennes. E' sufficiente dare un occhiata all'atlante per rendersi conto che la Bretagna non è una regione come le altre: la sua natura di penisola protesa verso il mare aperto è estranea alla geometria simmetrica della Francia e fa subito pensare alla ribellione e alla diversità. Quello che colpisce è anche la sua somiglianza con la Cornovaglia inglese (anche qui esiste la Cornovaglia, la zona attorno a Quimper) che dall'altra parte della Manica le è speculare. Non si tratta solo di una somiglianza geografica bensì di una fratellanza di sangue, lingue e cultura che fa delle due penisole (a cui si aggiungono il Galles, la Scozia ed una parte della Spagna del Nord) gli ultimi territori celtici d'Europa.

Nella Bretagna si distinguono due regioni che mantengono toponimi celtici: l'Armor, il "pays voisin de la mer" (paese del mare), e l'Arcoat, il "pays des bois" (paese dei boschi). L'Armor costituisce l'estesa fascia litoranea caratterizzata da coste basse e sabbiose lungo la Manica e da coste alte e frastagliate sul versante atlantico che si affaccia sul golfo di Biscaglia; l'Arcoat definisce le regioni interne che si estendono su un basso tavolato di antica origine ricoperto da fitte foreste: il Massiccio Armoricano. Numerose le isole che fronteggiano il litorale bretone, tra cui Belle-Ile. Il clima è fortemente influenzato dagli influssi del mare: temperature miti e forte umidità sono una costante in Bretagna. Le maggiori risorse economiche sono il turismo e la pesca (specializzata in sardine e crostacei; assai diffusa è l'ostricoltura), alla quale è legata l'industria conserviera. I principali porti pescherecci sono Saint-Malo, Lorient e Vannes, mentre Brest è un importante porto militare. A Carnac sono conservati monumenti megalitici di grande interesse archeologico.

La Bretagna è cratterizzata da una lingua che è sorella delle altre lingue celtiche d'Europa ed è parlata solo nella Bassa Bretagna ad ovest, mentre l'Alta Bretagna ad est parla una lingua romanza chiamata "gallo". Prima che nei tempi moderni il loro comune mezzo di comunicazione divenisse il francese, le due entità non riuscivano ad avere veri e propri rapporti. Il "Brezhoneg" deve la propria origine ad un apporto britannico: vero il 5° secolo gruppi insulari provenienti dal Devon, dalla Cornovaglia e dal Galles emigrarono nella Penisola modificando la lingua gallica locale. Il nome di Bretagna venne dato alla fine del 6° secolo da Gregorio di Tours per indicare il Paese abitato dai Bretoni. Il confine con la zona dei Franchi è delimitato dal fiume Vilaine e la lingua bretone si estese al di là di questa linea solo a partire dalla metà del 9° sec., quando i Bretoni conquistarono Rennes e Nantes. La sua massima espansione si verifica attorno al 1050 quando è parlata fino alla Baia del Mont St. Michel e nella regione di St. Nazaire.Dapprima eliminata dall'insegnamento scolastico dai programmi laici, fu nuovamente inserita nel 1977 quando apparvero le Scuole Diwan dove il Bretone viene insegnato sin dalla scuola materna, mentre il francese compare solo dalle elementari. Nel 1991 esistevano 27 scuole Diwan, ma l'uso va un po' perdendosi. Attualmente il Bretone è parlato correntemente da 300.000 persone nella Bassa Bretagna e compreso da circa 600.000. In questa lingua scrittura e pronuncia coincidono quasi sempre, mancano i suoni nasali del francese e l'accento (tranne rari casi) cade sulla penultima sillaba. Il dipartimento delle Cotes d'Armor, che all'epoca si chiamava Cotes du Nord (ha cambiato nome nel 1990) è stato il primo ad installare nel 1985 i cartelli stradali bilingue, che poi sono stati adottati anche dal Finistère e dal Morbihan. Sono gli stessi comuni a finanziare quelli con i nomi scritti in bretone.

La CHIESA CATTOLICA ha rappresentato fin dal MedioEvo per i Bretoni il più forte legame con il resto della Nazione e anche la più potente autorità disposta a concedere loro aiuto e protezione. Così i Santi venerati in Bretagna sono tantissimi, uno per ogni categoria a rischio e per ogni caso della vita... S. Ivo protettore degli avvocati e dei poveri è il santo più popolare di Bretagna. S. Anna il cui culto fu diffuso in Occidente al ritorno dalle Crociate e favorito dalla Duchessa Anna, è la patrona dei Bretoni.
In Bretagna si svolgono numerosi "pardons": manifestazioni di fervore religioso che si svolgono nelle chiese o cappelle consacrate da una tradizione a volte centenaria. I fedeli vengono a cercare il perdono (da qui deriva il nome) ai loro errori e peccati, a fare un voto o a chiedere una grazia. I grandi "pardons" sono i più spettacolari, ma i piccoli sono spesso i più ferventi. Vengono portati in processione stendardi, reliquie, croci, statue. La 1a parte della giornata è dedicata alle celebrazioni religiose ma verso sera iniziano le feste, i balli (al suono della musica tradizionale) e i divertimenti.
I rapporti fra i Bretoni e i loro Santi sono sempre stati caratterizzati dalla familiarità; da parte loro i Santi Guaritori ascoltavano le invocazioni e le esaudivano. In caso questo non si verificasse la statua veniva insultata e a volte anche frustata e trascinata nel fango.... Alcuni Santi vengono invocati in ogni circostanza, fra questi gli Apostoli, le cui statue sono allineate lungo i portici delle chiese o sui calvari. Alcuni vengono chiamati per guarire determinate malattie: S. Apollina per il mal di denti, St. Colomban per far rinsavire i pazzi, S. Uberto per la rabbia o la paura, St. Mamert per il mal di pancia, St. Méen per i disturbi mentali, St. Mériadec per la sordità, S. Eugenia per l'emicrania... Altri Santi sono invece protettori: S. Giacomo dei marinai, St. Fiacre dei contadini e dei giardinieri, S. Barbara di coloro che maneggiano esplosivi (e viene invocata durante i temporali). Vi sono poi alcuni santi che non compaiono nel calendario della Chiesa di Roma, come St. Ronan a cui è dedicato il più famoso "pardon" detto Troménie.

I suonatori e i danzatori hanno riscoperto nel dopoguerra (ma alcuni non li avevano mai abbandonati) i ritmi e le musiche tradizionali. E' stata creata un'unione di suonatori che "ha inventato" il biniou, fratello bretone delle cornamuse scozzesi. Negli anni 1970 Alain Stivell, appassionato di strumenti a corde resuscitò l'arpa celtica e divenne il capofila della nuova musica bretone. Più recentemente Dan ar Braz (nome bretone di Daniel Le Braz) ha contribuito all'affermazione della vitalità della musica celtica contemporanea. Erede di antiche tradizioni melodiche, la musica bretone sposa oggi altre influenze celtiche e moderne. Si esprime in Bretagna durante tutto l'anno grazie alla presenza di numerosi gruppi (Alain Stivell, Tri Yann, Am Naoned, Gilles Servat, Clam's, Denez Prigent, ecc.) e durante alcuni avvenimenti annuali maggiori: Festival Interceltique de Lorient, Transmusicales (Rennes), Festival de Cornouaille (Quimper), Festival des Vieilles Charrues (Carlhaix-Plougueur).




Fonte: Franca Fanti - Reves et voyages (Viaggi organizzati in Francia)
http://www.reves-et-voyages.eu



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